Laboratorio P3 contro i Coronavirus e altre infezioni virali ad alta mortalità nell'uomo

IL PROGETTO

Il Laboratorio di Biosicurezza P3 dell’Ospedale San Raffaele di Milano è un’area ad alta sicurezza dedicata allo studio di virus ad alta pericolosità e allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Nato anche grazie al sostegno di Fondazione Prossimo Mio, il laboratorio permette di studiare in condizioni controllate le infezioni virali e i meccanismi con cui interagiscono con l’organismo, contribuendo alla ricerca di nuove terapie antivirali.
Negli anni, il lavoro del laboratorio si è sviluppato su diverse linee di ricerca, coinvolgendo virologi, immunologi, bioinformatici, chimici e altri giovani ricercatori. Fondazione Prossimo Mio continua ad affiancare questo percorso attraverso il finanziamento di borse di studio dedicate alla formazione e alla ricerca.

Valeria Fumagalli: dalla borsa di studio alla carriera nella ricerca

Tra le prime ricercatrici sostenute dalla Fondazione c’è Valeria Fumagalli, che aveva ottenuto la borsa di studio all’inizio della propria carriera per dedicarsi allo studio dell’efficacia di nuove classi di antivirali e vaccini.
In quegli anni, il gruppo di ricerca era riuscito a mettere a punto un innovativo modello sperimentale per studiare la manifestazione clinica del Covid-19. Come spiegava il professor Luca Guidotti: “Studiare in laboratorio SARS-CoV-2 e la sua interazione con il sistema immunitario può prepararci ad eventuali futuri salti di specie di nuovi coronavirus appartenenti alla stessa famiglia, come già i virus della MERS e della SARS”.
Da allora, il percorso professionale di Valeria è proseguito e si è consolidato. Oggi è Ricercatrice di Patologia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele. Ha contribuito allo sviluppo di nuovi modelli per lo studio di SARS-CoV-2, utili per testare vaccini e antivirali, ha pubblicato come primo autore numerosi studi su riviste scientifiche di rilievo e ha ottenuto il prestigioso ERC Synergy Grant.

Una matematica per il laboratorio di biosicurezza P3

Successivamente, Fondazione Prossimo Mio ha sostenuto attraverso una borsa di studio anche Chiara Laura, bioinformatica con una formazione in matematica, che ha svolto il proprio post-doc nel laboratorio dei professori Luca Guidotti e Matteo Iannacone all’Ospedale San Raffaele.
Il suo lavoro si inserisce in un ambito, quello della bioinformatica, diventato sempre più importante per interpretare l’enorme quantità di informazioni prodotte dalle moderne tecnologie biomediche. Come spiegava il professor Guidotti: “La bioinformatica è un campo interdisciplinare che integra biologia, informatica, matematica e statistica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a uno sviluppo rapido delle tecnologie biomediche, accompagnato da una crescita esponenziale dei dati prodotti. Le moderne tecniche di sequenziamento di DNA, RNA e proteine generano centinaia di migliaia di informazioni diverse per ogni singola cellula di un organo o tessuto; considerando che il corpo umano è composto da oltre 30.000 miliardi di cellule, il volume di dati è immenso, con miliardi di dati generati ogni giorno”. Durante la sua esperienza al San Raffaele, Chiara ha utilizzato modelli matematici per comprendere come l’espressione e la regolazione di migliaia di geni e proteine del sistema immunitario influenzino i meccanismi alla base delle infezioni virali, lavorando anche all’identificazione di nuovi possibili target terapeutici.
Concluso il suo percorso post-doc al San Raffaele, e dopo aver contribuito a lavori pubblicati su riviste scientifiche, Chiara ha intrapreso una nuova esperienza professionale in Humanitas come senior post-doc.

Un nuovo giovane ricercatore: Marco Manenti

Le esperienze di Valeria Fumagalli e Chiara Laura raccontano concretamente il significato delle borse sostenute da Fondazione Prossimo Mio: un investimento nella ricerca, ma soprattutto nelle persone e nel loro percorso di crescita scientifica e professionale. Oggi questo impegno prosegue con Marco Manenti, laureato in Chimica all’Università degli Studi di Milano, con un dottorato in Chimica Industriale e ricercatore post-doc presso il laboratorio del professor Luca Guidotti.
La sua ricerca è dedicata allo sviluppo di nuove molecole antivirali per il trattamento delle infezioni croniche da virus dell’epatite B (HBV) e dell’epatite Delta (HDV). Attraverso tecniche di chimica medicinale, Marco progetta e sintetizza nuove molecole capaci di interferire con il ciclo vitale dei virus, studiandone progressivamente efficacia, selettività e sicurezza.
L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di nuove terapie per l’epatite B, un’infezione che colpisce oltre 250 milioni di persone nel mondo e che ancora oggi richiede, nella maggior parte dei casi, trattamenti a lungo termine. In particolare, la ricerca guarda anche allo sviluppo di farmaci long-acting, che potrebbero ridurre la frequenza delle somministrazioni e migliorare la gestione delle terapie nel tempo.
Attraverso il suo lavoro, la chimica diventa così uno strumento per trasformare le conoscenze della ricerca biologica in nuove possibilità di cura.
Dopo Valeria e Chiara, Fondazione Prossimo Mio sceglie quindi di investire ancora una volta nel futuro di un giovane ricercatore. L’auspicio è che il sostegno offerto oggi a Marco possa rappresentare una tappa importante per la sua crescita scientifica e professionale, così come le borse finanziate in passato hanno accompagnato Valeria e Chiara nel loro percorso nella ricerca.


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